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Il Premio

Il Premio Internazionale “Guido Dorso” intitolato al meridionalista irpino, nasce a Napoli, nel 1970, per iniziativa della rivista “Politica meridionalista”, dove si terrà, fino al 1999, la cerimonia di premiazione. L’iniziativa viene presentata a Napoli, nel 1969, nel corso di un incontro al quale partecipano la vedova e la figlia di Guido Dorso, Teresa De Silva ed Elisa ed alcuni esponenti del mondo politico e culturale della città di Avellino. La famiglia Dorso, negli anni, confermerà sempre la sua adesione e il suo vivo apprezzamento all’iniziativa. Dall’anno 2000 la cerimonia di premiazione si tiene  presso il Senato della Repubblica, nella sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. La XLI edizione si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Ciampi e del presidente del Senato, Pera. Il Premio Dorso  si avvale anche del Patrocinio del Consiglio Nazionale delle Ricerche, dell’Università di Napoli “Federico II” e di alcune tra le più prestigiose università straniere. Il Premio ha avuto come primaria finalità, quella di segnalare alla pubblica opinione il lavoro di giovani studiosi e ricercatori dell’area meridionale del nostro Paese. Contestualmente a giovani studiosi, il Premio Dorso ha attribuito nelle sue quarantasette edizioni, particolari riconoscimenti a personalità italiane e straniere del mondo politico, istituzionale, economico, scientifico e culturale che ”hanno contribuito con il loro impegno e la loro attività a sostenere le esigenze di sviluppo e di progresso del Mezzogiorno d’Italia”. Dal 2005, nell’ambito del Premio Dorso, viene anche assegnata la Targa di rappresentanza del Presidente della Repubblica, appositamente coniata dalla Zecca dello Stato  e destinata ad istituzioni scientifiche, economiche e culturali del nostro Mezzogiorno.

Hanno ricevuto il Premio Dorso: 46 giovani neolaureati, 305 esponenti del mondo politico, economico e culturale di cui 32 operanti all’estero di origine italiana, nonché i Premi Nobel Dulbecco e Modigliani. Tra gli insigniti i Presidenti della Repubblica, Giovanni Leone e Giorgio Napolitano. Sono stati anche segnalati sette Istituti Scolastici, due Università degli Stati Uniti, una del Giappone ed una della Repubblica Popolare Cinese. 12 istituzioni culturali del mezzogiorno sono state destinatarie della targa del Presidente della Repubblica per il premio Dorso. Un bilancio di grande valore che, a buon diritto, dimostra che la cultura meridionalista non è morta, ma è, anzi, più viva che mai e che gli obiettivi perseguiti sono stati, in gran parte, raggiunti anche in quegli anni in cui il Mezzogiorno sembrava essere cancellato dall’agenda dei problemi nazionali.

I consensi provenienti da vari settori del mondo scientifico culturale, che hanno accompagnato in modo crescente il Premio Dorso, vanno certamente ricondotti all’aver voluto legare l’iniziativa al nome prestigioso di un Uomo che individuò nella questione morale, il momento centrale ed imprescindibile di ogni azione di riscatto del Mezzogiorno. Un messaggio politico e morale, dunque, ancora oggi di grande attualità. In questi ultimi anni si sono particolarmente approfonditi i rapporti di collaborazione con docenti ed istituzioni accademiche straniere, europee ed americane, realizzando una costante occasione di confronto ai più alti livelli scientifici e culturali internazionali.

Le sculture realizzate dal maestro Giuseppe Pirozzi in esclusiva per il Premio Dorso e la Targa di rappresentanza del Presidente della Repubblica coniata appositamente dalla Zecca dello Stato

LA SCULTURA DI GIUSEPPE PIROZZI, SIMBOLO DEL PREMIO

Il simbolo del Premio “Guido Dorso” è stato realizzato, in esclusiva, dallo scultore napoletano Giuseppe Pirozzi. Per la sezione cultura, nel 1980, fu destinatario del Premio Dorso e nel 1988 volle firmare un progetto che aveva in animo da tempo. Scultore di fama internazionale, Pirozzi ha insegnato plastica ornamentale all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Su di una faccia della scultura ideata per il Premio è incisa la firma di Guido Dorso. La firma dell’illustre meridionalista è stata così inserita nel contesto plastico per far parte del simbolo che lo onora e che premia uomini che spendono le proprie energie a favore del Mezzogiorno d’Italia. Dalla parte inferiore, dalla firma di Guido Dorso partono elementi vettori in germinazione e la loro verticalità sottolinea una crescita, una rinascita. I rami di questa germinazione si estroflettono dall’elemento basilare circolare e tra pieghe e rientranze formano e determinano una plastica che tende a sollevarsi da una situazione tormentata per raggiungere una sofferta catarsi. Questa creazione di Giuseppe Pirozzi fissa le spinte meridionalistiche di rinascita che si proiettano nell’avvenire.