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L’Intervento di Nicola Squitieri, Presidente dell’Associazione Internazionale “Guido Dorso”

Nicola Squitieri 26

Nel nome di Guido Dorso riconoscimenti ai protagonisti del Mezzogiorno

Questa 47/ma edizione del Premio Dorso si celebra nell’anniversario che ricorda gli ottant’anni della nascita della Repubblica con la scelta referendaria e l’apertura dei lavori dell’assemblea Costituente. Ancora una volta, la cerimonia di premiazione si tiene in questo palazzo così ricco di storia e di memoria dove è nata la nostra Costituzione firmata da un grande meridionale: Enrico De Nicola. E’ stato un anniversario che abbiamo celebrato non soltanto come evento storico ma anche riflettendo sui valori fondanti della Repubblica che ha nella Costituzione la sua bussola di orientamento. Come ci ha ricordato il Capo dello Stato, la Repubblica rappresenta un impegno da vivere ogni giorno, dove la cultura ricopre un ruolo fondamentale nella crescita stessa della nostra identità nazionale. Ed in questa direzione è anche auspicabile che le forze politiche possano ritrovare, con scelte condivise sulle grandi sfide che interessano il Paese, quello spirito di unità che fu alla base della ricostruzione del nuovo Stato nel secondo dopoguerra. Consentitemi di ricordare, in apertura di questo mio intervento, due destinatari del Premio Dorso che ci hanno lasciato nel mese di gennaio, Luigi Nicolais e Dominick Salvatore, due amici dell’Associazione, che hanno onorato il Mezzogiorno a livello internazionale e che, con la loro attiva partecipazione al Comitato scientifico, hanno condiviso nel tempo gli obiettivi della nostra iniziativa attraverso una costante preziosa collaborazione. Sono trascorsi 26 anni da quando il Senato della Repubblica ospita a palazzo Giustiniani il Premio Dorso e ne patrocina l’iniziativa unitamente al CNR e all’Università di Napoli “Federico II”. Al Senato e a queste due prestigiose istituzioni – con cui si è rinnovata nel tempo una piena condivisione delle finalità culturali e civili del Premio – va il nostro più sincero ringraziamento che si estende al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha voluto riconfermare l’assegnazione di un suo ambito riconoscimento che quest’anno viene assegnato alla Fondazione Ente Ville Vesuviane di Ercolano. Un saluto ed un ringraziamento alla commissione giudicatrice composta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche per il Sud, Luigi Sbarra; dal presidente della Fondazione Banco di Napoli, Orazio Abbamonte rappresentato dal direttore generale Ciro Castaldo; dal presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche; Andrea Lenzi qui rappresentato dal direttore dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR, Mario Paolucci; dal rettore dell’Università “Federico II” di Napoli, Andrea Mazzucchi; dal presidente del Comitato scientifico dell’Associazione Dorso, Filippo Patroni Griffi. Agli autorevoli amici del Comitato scientifico desidero poi anche rivolgere il grazie dell’Associazione per la preziosa collaborazione prestata nel corso di quest’anno e, in particolare, al consigliere del Presidente della Repubblica per la Stampa e la Comunicazione e Premio Dorso 2020, Giovanni Grasso. Al prof. Matteo Lorito – che con noi ha condiviso un significativo percorso del Premio Dorso – va il nostro memore saluto con gli auguri di buon lavoro per il nuovo incarico nell’Agenzia Nazionale per la valorizzazione del sistema universitario e della ricerca. Un saluto ed un augurio di buon lavoro al neo Rettore Andrea Mazzucchi nella certezza che saprà far conseguire nuovi ambiti traguardi alla “Federico II” coniugando memoria e innovazione. Il Premio Dorso – in oltre mezzo secolo di vita – ben si conferma sempre più nel panorama nazionale quale osservatorio privilegiato sulle energie e le eccellenze del Mezzogiorno riconoscendone i protagonisti e valorizzandone il loro importante contributo al progresso del nostro Paese.

In questa direzione siamo lieti oggi di salutare i nuovi Ambasciatori del Mezzogiorno che andranno ad arricchire il prestigioso albo d’onore del Premio. La loro importante testimonianza umana e professionale che li vede esponenti di quella meritoria classe dirigente auspicata da Guido Dorso, viene oggi additata alle nuove generazioni in un simbolico passaggio di testimone con l’assegnazione del Premio Dorso alla dott.ssa Chiara Mulè per la sua tesi di dottorato presentata all’Università del Sannio qui rappresentata dal prof. Andrea Cusano, direttore del Dipartimento di Ingegneria e relatore della tesi stessa. Il riconoscimento alla dott.ssa Mulè intende anche indicare un importante segnale di una inversione di tendenza rispetto a quella fuga di cervelli che vede i nostri giovani laureati abbandonare le regioni meridionali, un grave fenomeno che contribuisce in particolar modo ad impoverire le aree interne del Sud, problematiche queste che saranno sempre più al centro della nostra attenzione attraverso iniziative promotrici di analisi e proposte anche di carattere editoriale. Anche quest’anno ha visto l’Associazione Dorso impegnata in una serie di iniziative coordinate dal nostro segretario generale, Francesco Saverio Coppola, alcune delle quali organizzate in collaborazione con altre istituzioni accademiche, economiche e culturali del Mezzogiorno e dell’area euromediterranea nel pieno convincimento che al Sud occorre sempre più fare squadra. Nel concludere consentitemi di esprimere l’auspicio che i prossimi anni possano vedere pienamente compiuta quella coesione nazionale sancita dalla Costituzione realizzando un Paese dove verranno realmente azzerati quegli squilibri territoriali che ancora oggi si manifestano tra le diverse aree della nostra Italia. In questa direzione un ruolo determinante spetterà certamente alla classe dirigente a tutti i livelli che dovrà dimostrarsi sempre più all’altezza dei suoi compiti così come auspicava Guido Dorso che ricorderemo, nel prossimo mese di gennaio, ad ottant’anni dalla sua morte. “Se saremo in grado di ridare fiducia alle nostre istituzioni vissute come patrimonio comune – affermava Giovanni Leone, uno dei 75 padri costituenti, celebrando in questo palazzo il trentennale della Carta costituzionale – allora dovremo chiedere a tutti di riconoscersi pienamente e lealmente nella nostra Costituzione.” Nella piena condivisione di questo auspicio continueremo a portare avanti il nostro impegno culturale e civile sostenuti dalla vostra rinnovata attenzione e collaborazione.