LA REPUBBLICA COMPIE OTTANT’ANNI
Di Pietro Massimo Busetta
La Repubblica italiana compie ottant’anni di vita. Un traguardo importante, che viene giustamente celebrato come simbolo di stabilità democratica, libertà costituzionale e ricostruzione civile dopo la tragedia del fascismo e della guerra. Tuttavia, accanto all’enfasi commemorativa, sarebbe necessaria anche una riflessione autocritica sulla capacità reale dello Stato repubblicano di realizzare fino in fondo il progetto di unità sostanziale delineato dalla Costituzione. Gli articoli 1 e 3 rappresentano il cuore di quel progetto. La Repubblica fondata sul lavoro e il principio di uguaglianza sostanziale non erano soltanto affermazioni di principio, ma l’indicazione di una direzione storica: costruire un Paese coeso, ridurre gli squilibri territoriali, garantire pari dignità e pari opportunità ai cittadini indipendentemente dal luogo di nascita.


Il rischio, oggi, è che il processo di frammentazione territoriale si approfondisca ulteriormente. Le spinte verso l’autonomia differenziata, la crescente centralizzazione delle decisioni economiche e finanziarie, il depotenziamento dei servizi pubblici nelle aree più fragili e l’emigrazione continua di giovani qualificati alimentano la percezione di un Paese sempre più diviso. Per questo, celebrare la Repubblica non dovrebbe significare soltanto ricordarne i successi, ma interrogarsi sulle sue incompiutezze. La vera fedeltà alla Costituzione non consiste nella retorica dell’Unità, ma nella capacità di realizzare concretamente quell’uguaglianza sostanziale che i Costituenti avevano indicato come fondamento della democrazia italiana.
- Comitato scientifico Associazione “Guido Dorso”

