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L’intervento di Nicola Squitieri Presidente dell’Associazione “Guido Dorso”

A nome dell’Associazione Dorso, che ho l’onore di presiedere, mi è gradito recare a tutti gli intervenuti il più cordiale saluto di benvenuto agli esponenti delle istituzioni e agli amici del mondo accademico e cultuale ed in particolare all’ autorevole e folta rappresentanza di giudici della Corte Costituzionale, una presenza che rende ancora più prestigiosa questa edizione del Premio e costituisce una occasione importante per ricordare, tra i primi, la ricorrenza dei 70 anni dalla nascita della Consulta che avverrà nel prossimo anno.

Questa 46ma edizione del Premio Dorso ci vede purtroppo privati di uno dei maggiori promotori ed animatori della nostra iniziativa, il prof. Andrea Amatucci, presidente del Comitato scientifico dell’Associazione Dorso, scomparso, a Napoli, il 13 agosto scorso. Il suo lungo e prezioso impegno verrà ricordato con un evento a lui dedicato. Ai familiari rinnoviamo la nostra più sincera partecipazione al loro dolore.

Quest’anno il Premio Dorso registra un significativo traguardo, sono infatti trascorsi 25 anni da quando la cerimonia di consegna dei riconoscimenti si tiene presso il Senato della Repubblica con il suo ambito Patrocinio. L’aver legato nel tempo il Premio – che nel 1970 vide a Napoli la sua prima edizione – ad una delle massime istituzioni della Repubblica ha significato per noi aver voluto conferire il più ampio rilievo e riconoscimento a quelle eccellenze del Mezzogiorno – dalle istituzioni, alla ricerca, all’economia, alla cultura – che hanno onorato e onorano il nostro Paese attraverso una nuova narrazione del Sud, mantenendo anche viva nel contempo la memoria di Guido Dorso. Negli anni si è poi anche rinnovato con due prestigiose istituzioni, il CNR e l’Università di Napoli “Federico II”, un sempre più stretto rapporto di preziosa collaborazione e condivisione degli obiettivi culturali e civili dell’iniziativa, obiettivi che sono stati, nel tempo, anche destinatari del più ambito riconoscimento istituzionale con la concessione dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e l’assegnazione di una sua Targa di rappresentanza che quest’anno viene destinata alla Stazione Zoologica “Anton Dohrn” di Napoli presieduta dal prof. Roberto Bassi. Al Presidente Mattarella esprimiamo la nostra sincera gratitudine per la rinnovata ambita attenzione riservata nei confronti della nostra iniziativa ed a cui va anche ricordato, che non è mai mancata, fin dall’inizio, la condivisa adesione della vedova e della figlia di Guido Dorso. A tutti va oggi il nostro più sentito ringraziamento che si estende alla commissione giudicatrice composta da: Orazio Abbamonte, presidente della fondazione Banco di Napoli con il quale condividiamo, da qualche anno, la nuova Sezione del Premio dedicata al Terzo Settore; Andrea Lenzi, presidente del CNR; Matteo Lorito, rettore magnifico della università di Napoli ”Federico II” e Luigi Sbarra, sottosegretario della Presidenza del Consiglio con delega per le politiche per il Sud la cui recente nomina siamo certi contribuirà ai processi in corso di crescita e sviluppo del nostro Mezzogiorno. Un saluto e un ringraziamento ai premiati delle precedenti edizioni e agli autorevoli amici del Comitato scientifico: Carlo Borgomeo, Cesare Imbriani, Filippo Patroni Griffi. Anche questa edizione del Premio, ha visto, per la seconda volta, un prestigioso prologo svoltosi a luglio, a Napoli, presso il Centro Congressi dell’Università ”Federico II” con la celebrazione della Sezione Internazionale destinata all’area euromediterranea realizzata in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Napoli e della “Federico II”. Una iniziativa che nasce dal convincimento che un nuovo progetto di sviluppo del Mezzogiorno non può prescindere dalla sua vocazione economica e culturale nel Mediterraneo e in Europa. I riconoscimenti di quest’anno sono stati assegnati a due prestigiose istituzioni del nostro Paese: l’Istituto Affari Internazionali e l’International Propeller Clubs, i cui presidenti che saluto e ringrazio – ambasciatore Michele Valensise e avvocato Umberto Masucci – sono presenti qui con noi per condividere con gli altri premiati il meritato riconoscimento. Sulle orme dei cento “Uomini di ferro” di Guido Dorso celebriamo oggi la nomina dei nuovi Ambasciatori del Mezzogiorno con il conferimento del Premio Dorso a: Giovanni Amoroso, Rita Mastrullo, Fabio Martinelli, Lucio D’Alessandro, Caterina Meglio, Elena Sodano. La loro importante testimonianza professionale e umana va additata alle nuove generazioni e, come sempre, in un simbolico passaggio di testimone, premieremo Michele Costagliola Di Fiore per la sua tesi di dottorato presentata all’università Parthenope di Napoli. Anche nel 2025, nel solco del “pensiero e azione” l’Associazione Dorso ha promosso – con il coordinamento del nostro segretario generale, Francesco Saverio Coppola – una serie di iniziative di carattere economico e culturale alcune delle quali realizzate in collaborazione con altre istituzioni. Stiamo in particolare collaborando attivamente con enti locali a disegni di sviluppo dei loro territori, favorendo la nascita di reti istituzionali. Siamo anche stati impegnati nel celebrare i primi 100 anni del saggio-icona di Guido Dorso “La Rivoluzione meridionale” con un programma di video-interviste, curate dal segretario generale, ad esponenti delle istituzioni e della cultura, dal titolo “Sulle orme di Dorso”, volte a rilanciare l’attualità del pensiero del meridionalista irpino. Le interviste saranno pubblicate in un libro, allegato alla nostra rivista, con un saggio storico di apertura di Amedeo Lepore (Premio Dorso 2024), un saggio peraltro presente anche su una ristampa del libro di Dorso edita da Feltrinelli e in distribuzione in questi giorni. I sempre più larghi consensi riservati, nel tempo, al Premio Dorso vanno anche certamente individuati nella rigorosa selezione dei destinatari dei riconoscimenti e nell’azione dei suoi promotori nel portare avanti un comune impegno culturale e civile che vede protagonisti, negli anni, gli stessi premiati. Un impegno che continueremo a portare avanti anche con la vostra preziosa condivisione, consapevoli sempre più che il riscatto del Mezzogiorno dovrà avvenire soprattutto attraverso una profonda e reale trasformazione delle stesse coscienze meridionali, alla luce di quella Carta Costituzionale che fu sottoscritta proprio in questo palazzo da un grande meridionale: Enrico De Nicola.