Un premio tra memoria e innovazione
E’ per me un onore partecipare a questa cerimonia e far parte della commissione giudicatrice del Premio Guido Dorso. Desidero ringraziare il Presidente dell’Associazione, Nicola Squitieri, i soci e tutti coloro che da anni custodiscono e rinnovano questa iniziativa, mantenendo vivo un progetto che rafforza il legame tra Nord e Sud, tra memoria e innovazione. Guido Dorso, al quale il Premio è dedicato, ci ha lasciato un insegnamento chiaro: il destino del Sud dipende da una classe dirigente consapevole, competente e responsabile. Non bastano le risorse. Servono idee, visione, coraggio e concretezza. Questa lezione è ancora attuale e personalmente, trovandomi all’inizio della mia responsabilità pubblica come Sottosegretario alle politiche per il Sud, cerco di farne tesoro. Dorso ha avuto la lungimiranza di identificare la questione meridionale come un problema non solo del Mezzogiorno, ma dell’intero Paese. Nei suoi scritti ci invita a guardare al Sud non come a una parte separata, ma come a una componente essenziale del sistema nazionale, la cui piena valorizzazione è condizione necessaria per la crescita di tutti. Mai come ora questo messaggio appare concreto e tangibile: i dati ci mostrano un Mezzogiorno che, grazie all’energia delle sue imprese, dei suoi giovani e dei suoi territori, sta diventando un motore di innovazione e sviluppo per l’intero Paese.
Quel Sud che immaginava Dorso non è più un sogno, è realtà. Il Mezzogiorno, infatti, cresce più del resto del Paese in PIL, investimenti e occupazione. Secondo gli ultimi dati ISTAT, il tasso di occupazione nel Meridione ha superato per la prima volta il 50%, con oltre 6 milioni e mezzo di occupati. È un risultato che non vedevamo dal 2004 e che testimonia la capacità del Sud di reagire e crescere. È il frutto di scelte mirate. Il Governo Meloni sta rivolgendo una seria attenzione nei confronti di questa parte del Paese, concentrando politiche, risorse e strumenti finalizzati a colmare divari storici e ad accompagnare l’area in una traiettoria di sviluppo strutturale e duraturo. Una grande opportunità è rappresentata anche dal Piano Mattei e dagli accordi multilaterali che il Governo sta sottoscrivendo con diversi Paesi del continente africano. Tutto questo inserisce il Sud nel percorso, ambizioso ma concreto, di assurgere a grande hub strategico, energetico, industriale, logistico e commerciale.
Queste considerazioni fanno emergere che l’Italia cresce se cresce il Sud, che il Mezzogiorno non è una parte fragile del Paese, è piuttosto una leva decisiva per la crescita nazionale. È il luogo dove la creatività, la passione e la competenza diventano motori di progresso. Questo premio che consegniamo a illustri personalità del mondo delle istituzioni, della ricerca, del terzo settore, della cultura e dell’imprenditoria racconta un Sud pieno di talenti capaci di innovare e generare valore. Dal 1970 ci restituisce un mosaico di professionalità unite da un tratto comune: la capacità di trasformare la conoscenza in crescita, l’esperienza in responsabilità, il talento in servizio verso la comunità. Ai premiati di questa edizione, vorrei dire: non siete soltanto l’orgoglio del Sud, siete le eccellenze dell’intero nostro Paese. Guido Dorso, nel suo scritto La rivoluzione meridionale diceva: “Il Mezzogiorno non ha bisogno di carità, ma di giustizia; non chiede aiuto, ma libertà.” Queste parole sono un richiamo potente al presente: dare libertà al Mezzogiorno significa liberare le energie migliori dell’Italia, significa riconoscere il merito e il talento. E voi siete la prova di questa visione, siete la prova che la rivoluzione meridionale è possibile non solo a parole e promesse, ma con azioni concrete.

