di Nicola Squitieri
Presidente dell’Associazione Internazionale “Guido Dorso”
Il mio incontro con Andrea Amatucci, scomparso il 13 agosto, avviene agli inizi degli anni ’70, a Napoli, quando, insieme ad altri giovani amici, decidemmo di dar vita, ad una istituzione culturale che approfondisse le tematiche legate alla problematica economica e sociale del nostro Mezzogiorno cercando di individuarne le possibili soluzioni. Tutto ciò anche in alternativa alla contestazione giovanile in atto. Contestualmente, attratti dal messaggio politico e morale di Guido Dorso, demmo vita anche ad un premio a lui intitolato e dedicato alle nuove generazioni con la condivisa adesione della vedova e della figlia del meridionalista irpino. Esponente di una illustre famiglia della terra irpina che tante personalità di primo piano della cultura ha dato al Paese, Andrea fu tra i primi promotori dell’iniziativa. La sua preziosa collaborazione lo vide – sin dall’inizio – presidente della giuria del Premio Dorso ed in seguito, fino ai giorni nostri, presidente del prestigioso Comitato scientifico dell’Associazione Dorso.




