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2001-2021: vent’anni dalla scomparsa del sesto Presidente della Repubblica

Leone Premio Dorso-

RICORDO DI GIOVANNI LEONE

A vent’anni dalla scomparsa di Giovanni Leone (9 novembre 2001) e a cinquanta dall’elezione a Presidente della Repubblica (29 dicembre 1971) il tempo trascorso ha contribuito ancora di più a far risaltare la sua figura di eminente giurista e di Uomo delle Istituzioni. ”La storia e la verità dei fatti talvolta calpestati dalle ragioni meno nobili della politica – dichiarò Leone in occasione dei festeggiamenti, in Senato, per i suoi 90 anni – non devono sempre attendere la conclusione di una vita per emergere e restituire dignità e onore a chi ha sempre servito lo Stato con onestà e rigore intellettuale”. Con le sue grandi doti di equilibrio e di saggezza il Presidente Leone fu negli anni ’70 un punto di riferimento autorevole di una lunga e tormentata stagione politica piena di fermenti e di significativi cambiamenti. Ebbe il merito di aver segnato il ritorno di una interpretazione della Presidenza della Repubblica e dei poteri ad essa connessi del tutto aderenti al dettato costituzionale. Il 3 novembre del 1998, in occasione dei 90 anni dell’ex Presidente, avemmo l’onore e la sincera soddisfazione di fargli consegnare dall’allora Presidente del Senato, Nicola Mancino, il Premio “Guido Dorso” per le scienze giuridiche. Leone fu particolarmente lieto di quel riconoscimento che intese rendere onore all’insigne giurista per il suo lungo e fecondo magistero nel diritto penale, processuale e sostanziale. Un diritto che il Professor  Leone (come amava farsi chiamare) non fu mai astratto o immutato nel tempo, ma sempre capace di rappresentare i fermenti e le esigenze di una società viva e ricca di valori. Quel memorabile evento svoltosi nella sala Zuccari di palazzo Giustiniani con l’intervento delle più alte cariche dello Stato, potè soltanto in parte ripagare Giovanni Leone delle tante amarezze subite in un epoca che lo vide vittima della fragilità del  sistema e di quella falsa rivoluzione mediatica-giudiziaria che negli anni ’90 sarebbe stata battezzata con il sinistro nome di “Tangentopoli”. “Sono certo – disse Leone nel lasciare il Quirinale la sera del 15 giugno del 1978 – che la verità finirà per illuminare presente e  passato e per sconfessare un metodo che, se mettesse radici, diventerebbe strumento fin troppo comodo per determinare la sorte degli uomini e delle vicende della  politica”. Fu un alto ammonimento premonitore, un’ultima lezione di un grande Maestro, un grande meridionale che –  da Montecitorio, a Palazzo Chigi, al Quirinale –  ha sempre servito con onore le Istituzioni del nostro Paese.

Il Presidente Leone con alcuni esponenti dell’Associazione Dorso dopo aver ricevuto in Senato il riconoscimento.