Primo presidente della Repubblica Italiana:
il napoletano Enrico De Nicola

A cinquant’anni dalla morte, avvenuta a Torre del Greco il 1° ottobre 1959, Enrico De Nicola rappresenta ancora oggi per la sua grande lezione morale e politica un riferimento importante nella storia del nostro Paese, essendo stato capo di 4 delle 5 cariche dello Stato.  Nato a Napoli il 9-11-1877, noto avvocato penalista, presidente della Camera dei Deputati dal 1920 al 1924, durante il fascismo si ritirò dalla vita politica dedicandosi alla sua  professione. Il 25 giugno 1946 fu eletto dall’Assemblea Costituente Capo provvisorio dello Stato e dal 1° gennaio 1948 fu il primo Presidente della Repubblica. E’ stato poi eletto, il 28-4-1951, Presidente del Senato; nel 1956 è stato Presidente della Corte Costituzionale. A Napoli ha lasciato il ricordo di uomo di assoluta onestà. Dopo anni di completo abbandono, la villa di Torre del Greco, ai piedi del Vesuvio, dove visse gli ultimi suoi giorni, attualmente di proprietà della Provincia di Napoli, è stata  restaurata e, nel novembre del 2006, riaperta al pubblico nel corso di una cerimonia svoltasi alla presenza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

De Nicola una lezione morale e politica ancora attuale

L’anniversario della morte di Enrico De Nicola, avvenuta il 1° ottobre del 1959, a Torre del Greco, sembra passare sotto un pesante silenzio proprio in un momento in cui si dibatte sui programmi da realizzare per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Eppure la sua grande lezione politica e morale rappresenta ancora oggi un riferimento importante per la storia del nostro Paese e la sua classe dirigente, laddove soltanto si consideri il ruolo da lui avuto, nell’immediato dopoguerra, nelle neonate istituzioni repubblicane: primo capo dello Stato e della Corte della Corte costituzionale nonchè presidente del Senato. Si deve, in particolare, a De Nicola la proposta di affidare la luogotenenza del regno a Umberto di Savoia che di fatto riuscì ad evitare l’abdicazione di Vittorio Emanuele. Si trattò di una geniale invenzione di un fine giurista attento alle vicende della storia costituzionale italiana, un giurista nel cui studio di avvocato, a Napoli, al Rettifilo, si formarono allievi del calibro di Francesco De Martino e Giovanni Leone. Fu De Nicola poi a seguire personalmente i lavori della Costituente a palazzo Giustiniani ( com’è noto non volle mai trasferirsi al Quirinale) ricevendo nel suo studio i Padri costituenti con i quali fu sempre prodigo di consigli e suggerimenti senza mai però far pesare il suo ruolo, ma dando grandi prove di consumata esperienza giuridica. Sarebbe toccato poi sempre a De Nicola firmare la nostra carta costituzionale sempre a palazzo Giustiniani. Intensa fu poi anche l’attività forense, De Nicola fu infatti, negli anni’50, più volte eletto nel Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Napoli con Giovanni Porzio presidente. Fu in questo periodo che contribuì, in maniera determinante, con la fattiva collaborazione del consigliere - segretario Mario Squitieri, alla stesura e all’approvazione della legge che istituì la Cassa di previdenza e assistenza per gli avvocati italiani. Su De Nicola, nel tempo, è fiorita una copiosa aneddotica, sul suo carattere spesso litigioso e reattivo, soprattutto dinanzi a situazioni che egli non riteneva compatibili con la dignità dei suoi uffici o la serietà dei suoi comportamenti. Ma come si disse per un altro grande presidente, Sandro Pertini, avere talvolta un brutto carattere significa avere un grande carattere.

Nicola Squitieri


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